Anno 2070
Sbarcati da un’arca inaffondabile, strappata da una pagina del copione del recente film catastrofico 2012, i settlers (in minuscolo per non rischiare conflitti di copyright) targati Ubisoft verranno messi in condizione di fare liberamente le loro scelte, con le quali fare i conti giorno per giorno. Ossia dimostrare di aver capito la lezione del rispetto dell’ambiente, costruendo una società ecosostenibile (come odio questo neologismo postmoderno superabusato, che ci ha privato di vere buste in cui portare a casa la spesa ed utilizzare poi per l’immondizia, obbligandoci ad acquistarle a parte!), oppure preferire un’avanzata più o meno indiscriminata del progresso industriale. Nel primo caso vedremo le nostre città e il loro livello tecnologico crescere più lentamente, ma in armonia con la natura. Nel secondo, invece, la crescita sarà veloce e il guadagno massimizzato, costringendo però il giocatore a gestire malcontento e problemi climatici e ambientali.
Il prossimo futuro di Ubi, ecco la novità, è anche multiplayer fino ad 8 giocatori. Non credo che, visto il gioco, i server online soffrirnno di sovraffollamento ma la formula è gradevole e non c’è niente di meglio di una partita con gli amici in rete per passare una serata noiosa. La connessione serve anche (è indispensabile) per attivare il gioco mediante il servizio Uplay. ma non è necessaria per giocare, una volta effettuata tale operazione. Il problema nasce quando il servizio (a me è capitato) è offline. L’attesa, allora, di chi ha proprio voglia d’iniziare a giocare, può farsi snervante.
Voto finale salomonico, quindi, per questo riuscito quanto selettivo ibrido tra gestionale e RTS. Pensando all’utenza di massa, avrei risparmiato sicuramente un punto. Che avrei dovuto invece assegnare qualora si trattasse di valutare l’appeal del gioco presso il pubblico dei soli appassionati del genere. Media aritmetica, allora. E il consiglio a chi è indeciso di darci prima un’occhiata da qualche amico, o in un internet café.










